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C’era una volta, in una piccola fattoria circondata da colline morbide e profumate di lillà, un micio molto speciale di nome Meo.
Meo, non era un gatto come tutti gli altri. Aveva il pelo soffice, color miele e due occhioni grandi e curiosi che brillavano più delle stelle. Ma la cosa strana di lui, era un’altra: invece di dire: Miao! come tutti i gatti… Diceva sempre e soltanto: Meo!
All’inizio, gli altri animali del villaggio trovarono la cosa molto buffa.
Fai un verso strano! Ridevano le galline.
Non si dice così! Nitriva il cavallo. Anche i gatti del vicinato scuotevano la testa: Un vero gatto dice: Miao! non Meo!
Meo, però non si arrabbiava, sorrideva e rispondeva con il suo solito e dolce:
Meo!
Un giorno, però, accadde qualcosa di inaspettato.
Un temporale ed un fitto nebbione avvolse il paese. Era così denso che nessuno riusciva più a vedere la strada di casa. Gli animali si spaventarono: le pecore si persero, le galline non trovavano il pollaio, e perfino il cane del fattore non riusciva a orientarsi.
Meo, che era piccolo, ma molto coraggioso, decise di aiutare tutti.
Saltò su una roccia alta e cominciò a miagolare ad alta voce:
“Meo! Meo! Meeeoo!”
Il suo verso, diverso da tutti gli altri, attraversava la nebbia in modo chiaro e riconoscibile. Non si confondeva con nessun altro suono.
Sentite? Disse una mucca, è Meo! Seguiamo quella voce!”
Uno dopo l’altro, tutti gli animali iniziarono a seguire quel suono unico. Le galline si avvicinarono, poi le capre, poi il cane del fattore… finché, guidati dal “meo” di Meo, tornarono tutti sani e salvi alla fattoria.
Quando la nebbia finalmente si dissolse, gli animali si guardarono tra loro e poi guardarono Meo.
“Il tuo ‘meo! Ci ha salvati! Disse il cane.
“Se fosse stato un normale Miao! Non ti avremmo riconosciuto! Aggiunsero le galline.
Tutti gli animali, impauriti ma felici, applaudirono il loro salvatore, con baci e tanti, tanti, abbracci.
Da quel giorno, nessuno prese più in giro Meo. Anzi, tutti impararono una cosa importante: Essere diversi non è un difetto… ma, può essere un dono speciale.
Perchè la vera ricchezza di una società è nel riuscire a far convivere le differenze senza paura.
E Meo?
Lui continuò a gironzolare felice tra le sue colline morbide e profumate di lillà, salutando tutti con il suo inconfondibile:
“Meo!”